La meditazione del tè
Una volta qualcuno mi ha detto che se se si ha tempo bisogna meditare un'ora, se non si ha tempo, due. Si tratta di un paradosso che vuole evocare la necessità urgente che il corpo ha di essere presente a se stesso , senza l'interferenza della mente, che è sempre impegnata in diecimila cose contemporaneamente. La mente indugia nel passato o è proiettata nel futuro, è difficile che stia ferma nel presente, non lo sa fare, è sempre troppo in movimento. Il corpo invece no. Il corpo è uno ed è qui e ora e non sa essere in due posti contemporaneamente, quindi compie uno sforzo incredibile quando gli chiediamo di fare mille cose insieme (la famosa capacità, squisitamente contemporanea, di essere multitasking ). La stessa persona mi ha anche detto, prendendo in prestito la metafora di un filosofo il cui nome è ormai perso nei meandri della mia labile memoria, che siamo come delle teste enormi, ipersviluppate dal punto di vista cognitivo, appoggiate sopra un corpo minuto...