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Bianco - Bret Easton Ellis

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Ho iniziato questo libro molto incuriosita dal battage pubblicitario che aveva suscitato. Non conoscevo Bret Easton Ellis – persona, e di lui avevo letto solo American Psycho e Meno di zero . Non lo seguivo su nessun social, né ero a conoscenza delle sue posizioni spesso molto radicali, quindi, sostanzialmente, non sapevo quello che mi aspettava e credo che questo sia il modo migliore per approcciarsi a Bianco . È un libro difficile da inquadrare dal punto di vista del genere. Come macro divisione entra nella saggistica semplicemente perché non si tratta di un romanzo, ma non si può dire che sia un saggio propriamente detto, nel senso che non viene esposto un tema scientifico, artistico o antropologico trattato da parte di uno o più autori esperti nel campo. Del resto,  non è nemmeno un’autobiografia propriamente detta, perché sì, Ellis alla fine ripercorre molti episodi della sua vita lungo la narrazione, ma ciò che lo interessa davvero, non è raccontare di sé, ma sostan...

Resistenze

Alcuni amici a volte, preoccupati dal mio amareggiarmi così tanto per questa umanità alla deriva che dà il peggio di sé nell'ignoranza becera che è venuta fuori dopo i fatti di Parigi, ma che espone orgogliosa se stessa ogni giorno sulla pagina Facebook di Salvini (o sul blog di Grillo per le depravazioni complottiste/antivacciniste) a volte mi dicono di lasciar correre, mi ripetono che non vale la pena di prendersi tanta cura di cercare di aprire gli occhi a chi non vuole vedere e che non basterà nessun libro di storia, nè analisi di qualche sociologio (come Bauman), economista (come Latouche, Vandana Shiva o Amartya Sen) o esperto in politologia (come Chomsky) per frenare la lingua di gentaglia che vomita frasi di Feltri, Salvini, Magdi Cristiano Allam o che riporta addirittura in vita la Fallaci. Ma c'è una grande differenza tra il voler affermare se stessi o le proprie opinioni e fare opera di Resistenza. Perché se io sono convinta che Roma sia la città più bella del ...

Lettera aperta a Beppe Grillo

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Oggi sul Times è uscita questa intervista a Beppe Grillo, sintetizzata e tradotta dal Globalist.it, qui . Ho letto tutta l'intervista (in inglese) che si trova in calce all'articolo del Globalist.it che invece ne sintetizza solo alcuni punti e ho potuto notare la genuinità della sintesi e della traduzione in italiano. Dice Grillo all'intervistatore del Times: " There’s a rule in our movement. We don’t make agreements with parties. Whoever joined our movement signed on to this. If you enter into a movement like this, it’s a rule you agreed to. There’s nothing to decide. If you go play soccer, do you say you want to score goal with your hand? No, it’s only with your foot. Accept the rules. " Che viene così tradotto: "C'è una regola nel nostro movimento: noi non facciamo accordi con i partiti. Chiunque ha aderito al nostro movimento l'ha sottoscritta. Se tu entri in un movimento come questo, c'e' una regola che hai accettato. Non c'è n...