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Visualizzazione dei post da dicembre, 2013

Bilanci biennali

Noi, quelli che prendiamo le decisioni, non abbiamo vita facile. Ci sono scelte che dimentichiamo di aver fatto. Decisioni che dimentichiamo di aver preso. Veniamo investiti dall’onda d’urto talmente violenta delle conseguenze della nostra decisione, che ci tremano le gambe, ci scompare la terra sotto i piedi, ci sentiamo atterriti e pensiamo di aver sbagliato tutto. Noi, quelli che prendiamo le decisioni, mettiamo costantemente in dubbio tutto. Prendendo una posizione e non restando lì a tentennare, ci giochiamo il tutto per tutto del “o la va o la spacca”. E ci interroghiamo per mesi, a volte anni, sulla correttezza delle nostre decisioni. Noi, quelli che prendiamo le decisioni, a volte, poi, le rinneghiamo. Ci spaventiamo della nostra stessa risolutezza e facciamo di tutto, autosabotandoci, per riportare le cose allo status quo antecedente il guizzo decisionale. Noi, quelli che prendiamo le decisioni, dovremmo solo riconoscerci uno spiccatissimo senso di autoconservazio...

Aritmetica ascensoriale

- Le guide turistiche? - Al piano terra. - … - Al piano terra, il piano zero, due piani sotto. - Ma è questo lo zero. - No questo è il 2. - Ma lì (indicando il display elettronico dell’ascensore) c’è scritto zero. - … sì… significa che l’ascensore ORA si trova allo zero. Vedrà che se pigia il pulsante, quello zero diventa prima un 1 e poi un 2. - Ah. Due piani sotto ha detto? - Sì. - Quindi al -2? Uccidetemi.

L'amore ai tempi in cui l'amore non va più di moda

Era d'Agosto. Una di quelle sere in cui, si dice, si vedono le stelle cadenti . L'erba era bagnata, perché, a differenza di quanto si possa pensare, a Castel San Vincenzo, ad Agosto, fa freddo. L'erba era bagnata però sticazzi, avevamo gli asciugamani, le giacche, qualcuno addirittura le sedioline da mare... E c'era un buio plastico, come un foglio colorato tutto di nero, ma non di nero col pennarello, di quel nero di pastello a cera , che crea anche una patina quasi solida, era quel nero proprio nero. E infatti, con quel buio, io ho finalmente visto le stelle cadere... Sì perché è una tradizione che si celebra ogni anno; ogni anno, con gli amici, ci si accampa da qualche parte e si sta muso all'insù finché qualcuno non urla "UNA!" e dà il via alla gara a chi ne vede di più. Io senza il buio nero di pastello a cera di Castel San Vincenzo, forse, non avrei mai visto le stelle cadenti... E invece ne ho viste 11 ! Doveva essere ...

"E lo obbligavo a dirmi sempre sei bellissima"

Ero in autobus, mentre tornavo a casa dalla mostra dei marmi di Rodin, quando, all'improvviso, le cuffiette del mio lettore mp3 mi rimandano la voce raschiata della Berté che canta "Sei bellissima" e mi viene l'idea per un post. Sulla via di casa, una volta scesa dall'autobus, avevo già cambiato idea, però mi sentivo sta cosa qua, quella tipica sensazione che mi viene quando voglio fare un post, ma non ho ancora capito bene di cosa voglio parlare. Poi stasera qualcuno mi ha detto che "i veri scrittori lavorano di notte" e quindi ho deciso di dare un po' di lustro alle mie velleità da scrittrice, che ultimamente s'erano nascoste sotto il letto, e buttare giù qualcosa. C'è M. che è tanto bella. Bella da mozzare il fiato, dicono. Ed è bella da sempre. Da quando, da piccola, aveva i boccoli abboccolati benissimo e i capelli biondissimi e quello sguardo da puttino del Mantegna e quelle guanciotte bùbùbù. E poi era bella anche alle el...