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Il tempo per leggere

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"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere . È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe?  Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare ? Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale . La lettura è, come l’amore, un modo di essere. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore." Daniel ...

Resistenze

Alcuni amici a volte, preoccupati dal mio amareggiarmi così tanto per questa umanità alla deriva che dà il peggio di sé nell'ignoranza becera che è venuta fuori dopo i fatti di Parigi, ma che espone orgogliosa se stessa ogni giorno sulla pagina Facebook di Salvini (o sul blog di Grillo per le depravazioni complottiste/antivacciniste) a volte mi dicono di lasciar correre, mi ripetono che non vale la pena di prendersi tanta cura di cercare di aprire gli occhi a chi non vuole vedere e che non basterà nessun libro di storia, nè analisi di qualche sociologio (come Bauman), economista (come Latouche, Vandana Shiva o Amartya Sen) o esperto in politologia (come Chomsky) per frenare la lingua di gentaglia che vomita frasi di Feltri, Salvini, Magdi Cristiano Allam o che riporta addirittura in vita la Fallaci. Ma c'è una grande differenza tra il voler affermare se stessi o le proprie opinioni e fare opera di Resistenza. Perché se io sono convinta che Roma sia la città più bella del ...

E neanche se mi pagano, ma tanto non ti pagano

Stamattina in metro, andando a lavoro, ho incrociato un gruppo di volontari Expo. Ce l'hanno scritto chiaramente sulla maglietta, che sono volontari. Da non confondersi con il vero staff, con quelli che lavorano… Parlavano di turni massacranti, di amici che avevano già lasciato e che erano stati per questo “minacciati” di non venire mai assunti per nessuna attività legata a Expo, parlavano di patti non rispettati. E mentre li ascoltavo lamentarsi, delusi e al contempo indignati, ma comunque in tempo per il turno mattutino, mi chiedevo quanto deve essersi distorta la coscienza di classe per aver prodotto creature che, seppur libere, accettano forme moderne di schiavitù regalando il proprio tempo (opportunamente organizzato secondo orari e turni) ad un'organizzazione mondiale che millanta di occuparsi della fame nel mondo, ma attorno alla quale girano milioni di euro e vari delinquenti. Poi una ragazza ha detto una frase che mi ha scioccata: “Tanto pure se te ne vai cos'ha...

Inventiamoci altri tempi

Ciao Carlo. Credo che tu non sia stupito di ‘sta sentenza. Tu le conoscevi bene le retoriche di questa democrazia mantenuta con torture, repressione e oscurantismo. La sentenza è coerente, corretta, prevedibile. Perché sì, il tuo gesto è stato profondamente eversivo, eversivo per un cittadino perbene, così come eversiva è stata la mattanza alla Diaz, per dei poliziotti perbene. E nonostante l'equilibrio di forze sia pesantemente diverso, abbiamo “votato ancora la sicurezza, la disciplina”. Scommetto anche che non te ne frega niente, a te, di avere una strada col tuo nome scritto sopra. Forse preferiresti che la gente capisse. Che lo dimenticassero pure il tuo nome, cos'è un nome? Quel che conta è l'Idea. Tutto il mondo a dire che gli italiani sono un popolo di ignavi, che subiscono e basta, che dovrebbero fare qualcosa, che bisognerebbe scendere nelle piazze, fare la rivoluzione. Poi uno ci prova, a fare la rivoluzione, una rivoluzione rabbiosa, disordinata, strategicament...

Lampedusa

Terra! grida forse qualcuno sommessamente nel nero della notte infinita nel puzzo di corpi costretti Terra bagnata che strozza la voce riempie i polmoni soffoca il respiro. Terra secca del mattino. Incrostata su corpi inermi Stretta in pugni immobili. Terra anelata, sporca che ricopre, ma non può nascondere la vergogna.

Lettera aperta a Beppe Grillo

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Oggi sul Times è uscita questa intervista a Beppe Grillo, sintetizzata e tradotta dal Globalist.it, qui . Ho letto tutta l'intervista (in inglese) che si trova in calce all'articolo del Globalist.it che invece ne sintetizza solo alcuni punti e ho potuto notare la genuinità della sintesi e della traduzione in italiano. Dice Grillo all'intervistatore del Times: " There’s a rule in our movement. We don’t make agreements with parties. Whoever joined our movement signed on to this. If you enter into a movement like this, it’s a rule you agreed to. There’s nothing to decide. If you go play soccer, do you say you want to score goal with your hand? No, it’s only with your foot. Accept the rules. " Che viene così tradotto: "C'è una regola nel nostro movimento: noi non facciamo accordi con i partiti. Chiunque ha aderito al nostro movimento l'ha sottoscritta. Se tu entri in un movimento come questo, c'e' una regola che hai accettato. Non c'è n...