Voglio fare un gioco con te
È come agitarsi forsennatamente nel tentativo di liberarsi da un groviglio di filo spinato. Che più ti dimeni, più le spine ti penetrano la carne, ti graffiano, ti sfigurano il volto, ti pungono da ogni lato. Non c’è mossa che ti dia sollievo, ogni movimento ti blocca il respiro. Il dolore si fa testimone della tua carne esposta alla fiera dei macellai di vigliaccheria Il dolore quello fisico non ti fa sentire viva Al contrario Ti annebbia i sensi, obnubila la ragione ti fa implorare un minuto un solo minuto un minuto intero di tregua. E ti guardi recitare ancora un po’ ancora un minuto un minuto intero finché il sipario non si abbassa.