La contraddizione troppo umana del mestiere del libraio
Il dibattito che si è acceso sulla possibile riapertura anticipata delle librerie rispetto al resto delle attività commerciali mi ha stimolato una riflessione che sulle prime si è tradotta in uno sproloquio scomposto e rabbioso su Facebook, che ora cercherò invece di argomentare come si deve. Sono libraia. Faccio un lavoro meraviglioso. O almeno questo è ciò che mi sento continuamente dire da chiunque scopra che mestiere svolgo. Intorno ai libri e alle librerie c’è come un’aura di romanticismo e magia , leggere è considerata una patente di superiorità morale e le librerie hanno il distintivo di veicolatrici di cultura. Il discorso già qui potrebbe prendere più di una tangente, dall’analisi dell’effettiva superiorità morale dei lettori, al leggere come accrescimento culturale tout court o dipendente dal cosa si legge, ma cercherò di restare sul punto che ruota invece tutto intorno al romanticismo di cui sopra. Ne sono (stata?) vittima anche io, sia ben inteso. Sono una com...