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Dell'esistenza delle angurie e dei diritti delle stesse

Ebbene sì. Al mondo esistono le angurie. E ve ne dovete fare tutti una cazzo di ragione. Le angurie rientrano nella categoria di quelle cose commestibili delle quali ci si chiede come sia stato scoperto che sono tali. La categoria annovera, tra i suoi esempi più illustri, i ricci di mare, le cozze, le ostriche, il cocco e le castagne. Per non parlare poi di lumache e formaggi con i vermi. Voglio dire, come gli sarà venuto in mente, al primo uomo che ha mangiato tutte queste cose, che, pallette piene di aculei, gusci viscidi ricoperti di alghe marine, oggetti sferici e coriacei e formaggi ammuffiti potessero essere cose buone da mangiare? La risposta tipica a questa domanda evidentemente provocatoria è: LA FAME. Per alcune delle cose elencate, mi continua a riuscire difficile questa spiegazione, ma ammettiamo che sia stato così. Ebbene la fame è una necessità . E la necessità spesso ci fa sviluppare capacità che non credevamo di possedere, ci fa oltrepassare i nostri limi...

Il coraggio del pettirosso - Maurizio Maggiani

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Il coraggio del pettirosso Maurizio Maggiani GENERE:  Romanzo PAGINE:  320 PRIMA EDIZIONE:  1995 CITAZIONE:   "Ma la mia parte infantile è insaziabile e in risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinario, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. IN A NUTSHELL:  Una storia poetica sul potere dell'immaginazione. Personaggi potenti. Lettura un po' impegnativa.                                                               VOTO:  ⚫⚫⚫ ⚫⚫ "Quello del pettirosso è un coraggio umile e testardo come il coraggio di chi dall'incendio della Storia si leva leggero col suo sogno di libertà intatto" . Io non so se mi sento all'altezza di scr...

Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace

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Una cosa divertente che non farò mai più David F. Wallace GENERE:  Grottesco/Umoristico PAGINE:  149 PRIMA EDIZIONE:  1997 (trad. italiano 1998) CITAZIONE:   "Ma la mia parte infantile è insaziabile e in risposta alla prospettiva di una gratificazione e un accudimento straordinario, la mia insaziabile parte infantile non farà che accrescere la soglia di soddisfazione fino a conseguire di nuovo la sua omeostasi di grave insoddisfazione. IN A NUTSHELL:  Dissacrante con un amaro di fondo. Scorrevole e divertente. VOTO:  ⚫⚫⚫⚪⚪ Il sottile umorismo di quest'uomo è disarmante. Perché non si tratta del classico libro che ti fa ridere perché racconta cose divertenti, si tratta di un libro che ti fa ridere pur raccontando cose piuttosto tristi . Se mi permettete il paragone...avete presente Fantozzi? Quella sensazione che tutto quello che capita al povero Ragioner Ugo non dovrebbe farci ridere (e in effetti a me non faceva ridere) ma provocarci una...

Niente - Janne Teller

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Niente Janne Teller GENERE:  Drammatico/Distopico PAGINE:  119 PRIMA EDIZIONE:  2000 (trad. italiano 2012) CITAZIONE:   "Non c'è niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so. Perciò non vale la pena far niente, lo vedo solo adesso" IN A NUTSHELL:  Originale e scorrevole, ma non sviluppato al massimo delle potenzialità. Di rapida lettura. VOTO: ⚫⚫⚪⚪⚪ Devo ammettere di essere rimasta un po' perplessa da questo romanzo. Ha grandi potenzialità a mio avviso affatto sviluppate. La vicenda in sé per sé è molto originale benché navighi nelle acque del tema un po' abusato del  nichilismo che opprime gli animi più sensibili da che l'uomo ha cominciato a ragionare su se stesso e sul senso della vita. Abbiamo tutti un vuoto dentro e forse, sempre di più al giorno d'oggi, il momento di presa di coscienza è anticipato. Qui è Pierre Anthon, tredici anni, a rendersi conto per primo che forse " se niente ha senso, è meglio non fare n...

Genova e le altre

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Sono fermamente convinta che come l’educazione dei nostri genitori, la nostra estrazione sociale e le persone che incrociamo lungo la nostra strada, anche i luoghi in cui viviamo incidano in maniera determinante sul nostro carattere. Talvolta perché, inevitabilmente, a un luogo è legata una particolare esperienza, altre volte perché quelli di noi che hanno uno spiccatissimo spirito d’adattamento (come la sottoscritta) si amalgamano talmente tanto nel tessuto sociale, da finire per assomigliare ai luoghi in questione. Come i cani ai rispettivi padroni in “Lilli e il Vagabondo”. E non si tratta di assumere solo la calata dialettale o i modi di fare tipici degli abitanti di una certa città o di una certa regione, io credo che, quantomeno nelle persone più sensibili, si innesti qualcosa a un livello più profondo, come una sorta di mutazione genetica che ti rende più permeabile al diverso, più simile all’altro. E non ci si stupisca che io parli di “altro” o di “diverso” pur riferend...