Kala
Colin WalshGENERE: Romanzo
PAGINE: 453
PRIMA EDIZIONE: 2023 (ita: 2025)
IN A NUTSHELL: Questo libro cresce piano, inizia in sordina e poi lentamente costruisce una verità insospettabile che tutti i personaggi raccontano dal loro punto di vista fino a formare un quadro completo e inquietante. Pieno di colpi di scena fino alla fine, scorrevole e con alcune riflessioni molto profonde sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Trama
Kinlough, Irlanda. Kala, Helen, Aoife, Joe, Mush e Aidan sono un gruppo di amici che nel 2003 vivono «l’estate più bella della loro vita», hanno 15 anni e tutta l’impetuosità dell’adolescenza. Quel novembre, la notte di Halloween, una di loro, Kala, scompare nel nulla, lasciando la piccola comunità nello sgomento. Quindici anni dopo, ormai adulti, tre di loro si re-incontrano a Kinlough, per un evento che coinvolge le famiglie di Helen e di Aidan e Mush (che sono cugini) e che coinciderà con la rimessa in moto delle indagini sulla scomparsa di Kala, poiché vengono ritrovati, in un bosco non distante dalla cittadina, i resti del suo cadavere, che non era mai stato rinvenuto. Helen, che è diventata una giornalista, si mette in testa di svelare una volta per tutte la verità sulla sparizione della sua amica e comincia a intervistare tutte le persone che avevano avuto a che fare con lei a vario titolo nelle settimane prima della sua scomparsa. Parla con una loro insegnante dell'epoca, tenta di parlare con la nonna della stessa Kala che fin dalla sera stessa della scomparsa della nipote non aveva mai aperto bocca, si spinge fino a Carthy, un paese vicino dove si è trasferita Aoife che ormai è sposata e con un figlio e non sembra avere nessuna intenzione di rivangare i tempi del liceo, soprattutto per parlare della scomparsa di Kala.
Mentre la polifonia delle voci narranti prende l'aspetto di un coro greco che tragicamente accompagna la messa in scena del disvelamento della verità, il cerchio si stringe intorno a intrecci familiari che nessuno ha voglia di scoperchiare al punto da mettere a rischio l'incolumità della stessa Helen.
Ma quando cade una delle carte che reggevano il castello, lentamente tutta la struttura si sgretola su se stessa, facendo emergere una verità desolante.
Personaggi
Le voci narranti sono tre: Joe, Mush e Helen. Sono quelli trattati meglio, di cui esiste una descrizione della loro versione adolescente e della loro versione adulta e di cui è magistralmente approfondita la multidimensionalità e l'evoluzione interiore dai fatti di allora all'oggi. Ma occorre citarne almeno altri tre: Aidan, di cui però conosciamo solo la versione quindicenne (e pochi altri accenni, da dopo la scomparsa di Kala) e Aoife, ma soprattutto Theresa. La prima la conosciamo attraverso i ricordi dei tre protagonisti e abbiamo un assaggio della sua versione adulta durante un incontro con Helen, la seconda, sorella minore di Helen, presente nell'oggi della narrazione, ma quasi completamente assente dai ricordi dei tre ragazzi, rappresenterà l'anello di congiunzione tra le esistenze di tre che furono amici come lo si è a quindici anni e poi estranei come lo si può diventare dopo che una tragedia del genere attraversa all'improvviso la strada della vostra amicizia.
Joe è il collante silenzioso del vecchio gruppo di amici. Da adolescente era impulsivo, affamato di riconoscimento e profondamente segnato dal desiderio di fuggire dalla provincia irlandese e dalle sue rigidità. Da adulto ha raggiunto il successo, è descritto come un cantante ormai affermato che viene riconosciuto per le strade di Kinlough e fermato dai suoi fans che gli chiedono continuamente autografi e selfie. Ma questa patina di uomo "arrivato", nasconde una profonda inquietudine esistenziale figlia di ferite antiche, ma mai davvero chiuse: la scomparsa di Kala, i sensi di colpa condivisi e le dinamiche tossiche dell’adolescenza. Joe osserva molto, parla poco, e porta dentro di sé un conflitto continuo tra nostalgia dell'epoca d'oro della sua adolescenza e al contempo deciso rifiuto dell'epilogo che ha preso quel periodo. È un personaggio emotivamente irrequieto, segnato dalla paura di aver tradito sé stesso e gli altri e a mio avviso il più interessante dal momento che è quello che disegna l'arco perfetto di una rovinosa caduta.
Mush è apparentemente il più fragile e vulnerabile del trio. Cresciuto ai margini, con un forte senso di esclusione sociale, usa ironia, eccessi e ribellione come difesa. Da ragazzo viveva l’amicizia con Joe, Aidan, Helen e Kala in modo quasi totalizzante, come se quel gruppo fosse l’unico luogo in cui sentirsi visto. Da adulto è rimasto intrappolato nella stessa cittadina, incapace di emanciparsi davvero dal passato. Porta addosso il peso della perdita e delle occasioni mancate, ma anche una rabbia profonda verso le disuguaglianze e il giudizio sociale. È un personaggio intenso, autodistruttivo e molto umano. Parlando con altre persone che hanno letto il libro, Mush risulta uno dei personaggi preferiti proprio perché, a dispetto delle apparenze, alla fine risulta un elemento chiave nel disvelamento della verità intorno alla storia di Kala proprio grazie alla sua incrollabile forza d'animo.
Helen è brillante, ambiziosa e apparentemente la più stabile del gruppo, seppur segnata da una vicenda familiare dolorosa di cui l'autore dà solo qualche pennellata in una bellissima scena di confessioni tra lei e Kala.
Kala mi si avvicinò. Quando cercò di abbracciarmi, le feci segno di no con la testa. Anche se volevo che mi stesse accanto. «Ti prego, non farlo», le dissi. Mi sembrava di avere dentro una colonna di fuoco, e dovevo star ferma per non farla inclinare, distruggendo ogni cosa.
E poi c'è Kala.
Kala è la grande assente, è il centro magnetico attorno a cui ruotano gli altri personaggi, anche dopo la sua scomparsa. Sebbene il libro porti il suo nome nel titolo, si può dire che il nucleo della narrazione sia, in realtà il risultato dell'effetto che conoscere Kala ha avuto sui vari personaggi. Carismatica, inquieta e imprevedibile, da adolescente incarnava insieme libertà e incoscienza: era una ragazza capace di attirare gli altri con il fascino della spregiudicatezza, con la sua spiccata intelligenza e una forte intensità emotiva. In una cittadina soffocante come Kinlough, Kala rappresentava la possibilità di vivere senza piegarsi alle aspettative sociali, ma anche il rischio di bruciarsi troppo in fretta. Mano a mano che i personaggi rievocano il suo ricordo e il ricordo dei giorni della sua scomparsa, si intravedono vulnerabilità profonde, desiderio di fuga e bisogno di essere davvero vista e amata, la sua stessa vicenda familiare viene svelata a poco a poco e sarà determinante ai fini della comprensione della sua scomparsa. Per Joe, Mush e Helen diventa quasi una figura mitica, deformata dal tempo, dal rimorso e dai ricordi incompleti. La sua assenza pesa quanto una presenza costante: Kala finisce per incarnare tutto ciò che il gruppo ha perduto: innocenza, possibilità, futuro e il mistero della sua sorte diventa inseparabile dalla possibilità, per loro, di riscattarsi e di lasciarsi finalmente alle spalle il passato. È come se quella vicenda li avesse bloccati in una infinita adolescenza emotiva, dalla quale possono emanciparsi solo scoprendo la verità.
Stile
La struttura narrativa è quella del multiPOV ossia non c'è un narratore onnisciente, né un narratore descrittivo, ma la trama è portata avanti dal continuo alternarsi di voce narrante. Ogni capitolo riporta nel titolo il nome del personaggio attraverso il quale punto di vista stiamo osservando la vicenda e i personaggi "parlanti" sono tre, appunto Joe, Helen e Mush. L'autore sceglie di cambiare anche proprio stile di prosa nell'alternare la voce dei vari personaggi. Joe si esprime quasi sempre in prima persona e in maniera molto autosvalutativa, l'andamento dei suoi capitoli ha un tono depresso e pieno di riflessioni esistenziali. Mush è la memoria storica del gruppo, quello che è rimasto. Nei suoi capitoli scopriamo tanti piccoli dettagli di quello che è successo a Kinlough dopo la scomparsa di Kala, sono suoi gli aneddoti più lunghi su Aidan e la cricca dei Lyons e sono sempre suoi gli aggiornamenti più corposi sul presente e sulle dinamiche ancora in essere nella cittadina. Helen è la pasionaria, passa dal non voler nemmeno tornare a Kinlough (vi è costretta dal matrimonio, in seconde nozze, di suo padre con la zia di Mush) al riprendere in mano le fila del mistero intorno a Kala, inizializzando un vero e proprio nuovo giro di interrogatori, informali, ma decisamente più efficaci di quelli condotti 15 anni prima.
A chi lo consiglio?
Consiglierei Kala a chi ama i romanzi dove il mistero è importante, sì, ma non è davvero la cosa centrale. È un libro per chi cerca atmosfera, tensione emotiva e personaggi pieni di crepe più che un thriller adrenalinico da divorare in due notti.
È perfetto per chi ama le storie di provincia: quei posti piccoli dove tutti si conoscono, tutti ricordano tutto e il passato resta appiccicato addosso come umidità. L’Irlanda di Kala è grigia, malinconica, bellissima e soffocante insieme: pub, coste fredde, estati adolescenziali troppo intense, case dove i silenzi pesano più delle parole.
Lo consiglierei a chi ha apprezzato opere come Mystic River o le serie tipo Derry Girls e Broadchurch: storie in cui amicizia, desiderio, classe sociale, colpa e memoria contano più della soluzione del caso.
È anche un romanzo molto generazionale che affronta quello che succede quando torni nel posto da cui volevi scappare e scopri che certe versioni di te sono rimaste lì ad aspettarti.
Quindi secondo me colpisce particolarmente chi sente nostalgia degli anni adolescenziali (sì, parla a noi Millennials) ma una nostalgia sporca, non idealizzata. Quella che ti fa pensare: forse eravamo bellissimi, forse eravamo terribili.
E voi?
Lo avete letto?
Se sì, fatemelo sapere nei commenti!

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